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2 Comments

  1. 1

    giovanni

    Si continua a discutere del nulla: qualsiasi attività industriale è soggetta per legge a controlli da parte delle autorità preposte.
    Se i controlli non si fanno il minimo è l’inquinamento, in Liguria vedi cosa fanno http://www.ambienteinliguria.it/eco3/DTS_GENERALE/20151012/11direttive_acquacoltura.pdf
    – A.S.L. – Servizio veterinario – per la verifica del rispetto norme sanitarie di filiera secondo specifici piani di controllo ufficiale a valenza nazionale regionale e locale; per le determinazioni analitiche si avvale della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e ARPAL quali laboratori ufficiali di riferimento.
    – ARPAL per gli aspetti ambientali.
    Io ho tagliato perchè 24 pagine sono troppe e a Civitavecchia all’inizio i controlli li eseguivano poi forse non più visto il degrado da anni dell’impianto.
    Nel Lazio esiste: https://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=regolamentiDettaglio&id=223&tipo=tc&nreg=&anno=&testo= per cui basta applicare le regole.
    Uno dei problemi è legato alla produttività degli impianti perchè se progetti un impianto compreso il trattamento dei reflui per x Ton/anno e poi li raddoppi per guadagnare di più il trattamento dei reflui diventa non più valido dopo di che data la sovrapproduzione nelle singole vasche devi addizionare con prodotti chimici anti infezioni come negli allevamenti di polli, bovini e ovini.
    In sostanza se si rispettano le regole e i controlli qualsiasi attività industriale ha un inquinamento irrisorio non problematico per la salute e l’ambiente.
    Dire semplicemente NO è una scempiaggine, modi per documentarsi esistono e internet non serve solo per Facebook o altri pseudosocial, e i vari comitati se sono composti da persone serie, in corso d’opera, se non si fidano, dovrebbero controllare se i controllori fanno il loro dovere

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    1. 1.1

      mauro

      Il problema è che appunto non ci sono controlli seri, in molti hanno dimenticato cosa era la Frasca 20 anni fa, un sito davvero ricco di organismi marini quasi unici in Italia, purtroppo con l’avvento della pescicultura andò tutto distrutto, la proliferazione algale dovuta agli scarichi arrivò fino a Tarquinia, distruggendo il litorale. A quei tempi in pochissimi, se non uno solo, si oppose e cerco di far intervenire tutti i soggetti interessati, ma fu una battaglia contro i mulini a vento.. INTERESSI maggiori hanno tacitato tutto.. Ora con questo nuovo impianto, oltre ad un aumento dell’inquinamento dovuto dalle navi crociera nel porto, ci sarà un ulteriore taglio alla libertà di poter usufruire di un ulteriore parte del nostro litorale, ma dopo tutto, sono convinto che.. ce lo meritiamo.

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