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3 Comments

  1. 1

    Francesco

    Sono anni che si discute, si lotta e ci si scontra, con argomenti legali e non, a proposito di questi maledettissimi usi civici. A Dio piacendo uno di questi giorni (o mesi, o anni) qualche Pubblica Amministrazione “competente” riuscirà a trovare il bandolo della matassa e ci illuminerà con una decisione che non lascerà nessuno scontento. Ma nel frattempo c’è qualcuno che mi possa spiegare le ragioni di questo feroce accanimento da parte dell’Università Agraria? Cosa stanno difendendo, interessi pubblici (primo esempio, a mia memoria, di tanta solerzia da parte di un Pubblico Servizio), o interessi privati (poltrone o peggio)?
    Qualcuno mi può spiegare?

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    1. 1.1

      giovanni

      Ciao Francesco, io ho passato un’oretta a leggere il contenuto del sito dell’UA in particolare
      https://uagraria.it/statuto-universita-agraria-civitavecchia/
      e lì puoi trovare che la loro finalità principale non sono gli usi civici ma una serie di incombenze relative alla difesa e miglioramenti dei territori agricoli.
      Poi hanno scoperto che potevano incassare tanti soldi con gli usi civici e lì si sono buttati a capofitto spalleggiati dalla legge 20 novembre 2017, n. 168.
      Per rimettere le cose a posto il parlamento dovrebbe fare una nuova legge a modifica della precedente perchè nessuno si è preoccupato di modificare le cartine planimetriche con relative servitù dell’attuale nazione italiana per cui restano ancora in vigore quelle di fine ‘800 dello stato pontificio perchè i legislatori non si preoccupano di cancellare le precedenti.

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  2. 2

    Francesco

    Sull’esistenza delle cartine ottocentesche posso fornire io stesso una testimonianza diretta, come pure sul fatto che, così come sono congegnate le cose, spetta al privato l’onere della prova della “non esistenza” di usi civici sull’immobile di sua proprietà! In altre parole, l’Università Agraria butta il sasso e nasconde la mano. Detto questo, e preso atto di quanto sottolineato da Giovanni, non si può non rimanere stupiti di fronte alla caparbia malafede (e mi limito a questo…) di un’Istituzione anacronistica e alla colpevole connivenza di amministrazioni regionali e statali che nulla fanno per non far ricadere sul privato cittadino gli effetti negativi di normative medievali!

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